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Alta definizione

Il simbolo del cambiamento in campo televisivo è lo schermo piatto formato 16:9, con tecnologie a led o a plasma, che ha mandato in pensione il vecchio tubo catodico formato 4:3. Questo schermo, simile a quello dei computer, è in grado di ricevere e restituire al telespettatore immagini in alta definizione (HDTV) con fotogrammi più dettagliati di quelle standard (SDTV) perché “costruiti” con l’incrocio di un maggior numero di linee orizzontali e verticali.

Vari standard di formati video
Vari standard di formati video.

Ma da solo lo schermo non basta: occorre che l’intera filiera produttiva, dalle riprese al montaggio alla trasmissione del segnale, abbia le stesse caratteristiche. E questo, al momento, accade soltanto su un numero limitato di canali. Gli altri continuano a trasmettere con il vecchio sistema, a volte addirittura in 4:3.
Dopo l’attivazione del digitale terrestre su tutto il territorio nazionale il passaggio all’alta definizione sarebbe in realtà relativamente semplice. Ma le scelte delle emittenti televisive prendono in considerazione anche altri fattori, quali ad esempio il numero dei televisori di nuova generazione esistenti sul mercato, l’effettiva capacità di attrazione della nuova offerta sul pubblico televisivo, e l’incertezza sulle soluzioni tecniche da adottare che è tipica di ogni fase di transizione.
Anche voi, se deciderete di lavorare con le immagini, dovrete affrontare in piccolo gli stessi problemi. Qualsiasi telecamera amatoriale consente oggi di girare in alta definizione. Ma poiché i files HD pesano molto di più di quelli SD, avrete bisogno di un computer più potente per il montaggio e perderete ogni vantaggio se vorrete masterizzare il risultato su un DVD, che non supporta l’HD. Inoltre avrete bisogno di molto tempo per caricare il vostro filmato su Youtube, e i vostri amici avranno bisogno di connessioni veloci – e di molta pazienza – per rivederlo senza interruzioni. Il tutto per il dubbio vantaggio di una immagine marginalmente migliore, percepibile soltanto da un occhio esperto. Ne vale la pena?