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Conduttore

Nell’era del monopolio RAI i telegiornali erano gli unici e indiscussi titolari dell’informazione televisiva. Anche le trasmissioni di approfondimento – la prima, nel 1963, fu TV7 – dipendevano da loro, e venivano per lo più realizzate dai giornalisti della testata.
Le cose sono cambiate con l’arrivo della concorrenza, la moltiplicazione delle reti e delle testate, e la necessità di rendere meno paludata l’informazione per attirare un pubblico sfinito dalla successione di telegiornali fotocopia ad ogni ora del giorno e della notte.
Attorno ai temi caldi del momento sono state costruite trasmissioni su misura, a volte gestite con criteri giornalistici, a volte giocando sulla vivacità del dibattito tra ospiti di diverso orientamento politico, a volte puntando tutto sulla spettacolarità delle immagini. E quasi sempre queste trasmissioni sono state sottratte alla diretta responsabilità delle testate giornalistiche e passate a quella delle reti, come un qualsiasi varietà.

Il giornalista e conduttore televisivo Michele Santoro
Il giornalista e conduttore televisivo Michele Santoro ha ideato e condotto diversi talk show e programmi di informazione, tra cui Annozero e Servizio pubblico.

In un quadro di questo genere ha assunto una importanza fondamentale la figura del conduttore in quanto figura caratterizzante del programma, che è cosa ben diversa dai conduttori dei telegiornali, spesso poco più che speaker di notizie scritte da altri. I nomi di questi signori del video sono noti. Qualcuno è più aggressivo, qualche altro più morbido, qualcuno nasconde con consumata maestria la parzialità delle sue posizioni, qualche altro la esibisce come titolo di merito. Ma al di là delle differenze tutti sono accomunati dalla necessità di fare spettacolo, e di farlo sfruttando il rapporto che nel corso degli anni hanno saputo costruire con il proprio pubblico.