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TV on demand

I primi utenti della televisione italiana non avevano scelta: guardavano quel che l’unica emittente disponibile, la RAI, decideva di trasmettere sull’unico canale disponibile. Poi sono arrivati altri canali e altre emittenti. Dapprima in numero limitato dalle frequenze del segnale analogico, poi, con i satelliti e il digitale terrestre, a centinaia.
Questa ricchezza di alternative aveva fino a non molto tempo fa un difetto: ogni canale costringeva comunque lo spettatore ad adattarsi alla sua programmazione e ai suoi orari di messa in onda. Ma anche questo è stato superato, prima con i video registratori, poi con la diffusione dei segnali televisivi via cavo e infine attraverso la banda larga, che ha aperto la strada della integrazione tra la televisione e il computer. Oggi chi usa il computer è in grado non soltanto di fruire dei programmi televisivi preferiti in qualsiasi momento della giornata, ma anche di costruirsi un proprio palinsesto personalizzato, sulla base dei propri gusti e dell’interesse del momento, saltando vincoli, barriere, confini nazionali.
Il passo successivo è dare questa possibilità anche al telespettatore medio, facendo in modo che televisione e computer diventino una cosa sola. Ci stanno lavorando, a volte insieme e a volte in concorrenza, sia le aziende informatiche leader, sia le principali emittenti televisive. L’obiettivo è un prodotto che unisca la qualità del segnale televisivo alla piena interattività, consentendo all’utente di inviare istruzioni allo schermo attraverso telecomandi evoluti, ma semplici da usare. Dal punto di vista tecnologico sono già stati superati quasi tutti gli ostacoli. Ma, come sempre accade quando la posta in gioco è un mercato miliardario, non c’è ancora un accordo comunemente accettato sulle strade da seguire.

I contenuti di una TV on demand
I contenuti di una TV on demand possono essere davvero molti.