Logo LoescherTestata

Il premio Pulitzer

Il premio Pulitzer è il più prestigioso riconoscimento che un giornalista del mondo anglosassone possa ottenere. Fu istituito nel 1917 per onorare la memoria di Joseph Pulitzer (1847-1911), un ungherese immigrato in America che nel giro di pochi anni aveva percorso tutte le tappe della carriera giornalistica, da semplice redattore a direttore, e infine era diventato un magnate della stampa, proprietario di giornali influenti e innovativi, che spesso entravano in conflitto con i poteri costituiti. Pulitzer era infatti convinto che “non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.
Morendo, Pulitzer lasciò alla Columbia University una cospicua somma di denaro con il vincolo di creare una scuola per formare giornalisti di qualità, consapevoli del proprio ruolo sociale. Per lui una libera stampa era un elemento essenziale di ogni moderna democrazia. Al contrario, era convinto che una stampa “cinica e mercenaria prima o poi avrebbe creato un pubblico ignobile”. La scuola esiste ancora oggi, e anche il premio, suddiviso in numerose sezioni.
Nel 2008 Gene Weingarten vinse il Pulitzer per il miglior articolo con un pezzo pubblicato sul Washington Post in cui raccontava la storia del grande violinista Joshua Bell, camuffato da mendicante, che suonava il suo Stradivari del 1713 nella metropolitana di Washington. Solo una donna lo riconobbe e si complimentò con lui. In compenso raccolse in meno di un’ora 32 dollari e 17 centesimi di elemosine.
Di quel singolare esperimento esiste anche un video girato da una telecamera nascosta.